Le famiglie italiane esauriscono le disponibilità bancarie già al 15°-16° giorno del mese. È quanto emerge dal nuovo studio dell’Osservatorio di Clinica del Debito diretto dal dott. Stefano Santin, componente del Comitato Interministeriale EDUFIN, che ha analizzato la condizione finanziaria di 6.000 famiglie italiane confrontandola con i dati europei.
La ricerca “La Fragilità Finanziaria delle Famiglie Italiane” dipinge un quadro allarmante: il 28% delle famiglie italiane va regolarmente in rosso; i soldi finiscono al 15°-16° giorno del meze, contro il 18° della Francia; reddito medio italiano: 2.794 euro mensili; 5,7 milioni di lavoratori guadagnano meno di 850 euro netti al mese.
“Stiamo assistendo a una bomba sociale silenziosa”, dichiara il dott. Stefano Santin, direttore dell’Osservatorio.
“Mentre in Francia esiste un salario minimo di 1.802 euro mensili, in Italia milioni di famiglie vivono con la costante angoscia di non arrivare a fine mese. La differenza di tre giorni può sembrare poca cosa, ma rappresenta il 10-15% in meno di disponibilità mensile”
Lo studio rivela un altro fenomeno drammatico: il “finanziamento a catena”, dove le famiglie contraggono nuovi prestiti per pagare i precedenti, accelerando la spirale del sovraindebitamento. La giurisprudenza più recente conferma violazioni sistematiche del principio del “merito creditizio” da parte del sistema bancario.
Secondo lo studio inoltre i dati più drammatici riguardano: Giovani 25-34 anni con i soldi finiti al 12°- 13° giorno del mese; Famiglie numerose monoreddito, situazione critica già dalla seconda settimana; nuclei separati con obblighi di mantenimento: vulnerabilità estrema.
Mentre la media UE ha visto crescere i redditi reali del +22% dal 2004, l’Italia ha registrato un -4%. I salari reali italiani hanno perso il 10,5% del valore tra 2019-2024, registrando la performance peggiore di tutti i Paesi del G20.
“Non possiamo più ignorare questa emergenza”, dice ancora Santin. “Serve un salario dignitoso al passo con l’aumento dei costi della vita, controlli rigorosi sul credito irresponsabile e politiche di sostegno immediate. Ogni giorno di ritardo significa migliaia di famiglie che scivolano verso il baratro del sovraindebitamento”.


