Come pronosticato all’inizio dell’anno, i primi sei mesi dell’esercizio 2025 non hanno portato per il Gruppo Vetropack miglioramenti degni di nota rispetto al secondo semestre 2024 registrando dunque un andamento ancora all’insegna della debolezza. Con ricavi netti da forniture e servizi di 412,7 milioni di franchi, il Gruppo ha registrato un calo del 7,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sebbene una certa stabilizzazione nei nostri mercati principali sia evidente non si può ancora parlare di una ripresa generale. Non ci si aspetta quindi una crescita nemmeno per la seconda metà dell’anno, tuttavia si prevede che l’utile del Gruppo per l’intero esercizio 2025 sia superiore a quello dell’anno precedente.
Nel primo semestre del 2025, il Gruppo Vetropack si è mosso in un contesto di grande incertezza: dopo un 2024 impegnativo, caratterizzato in particolare dalla chiusura dello stabilimento di St-Prex, da un calo della domanda, da sovraccapacità e da una persistente pressione sui prezzi, la situazione nella maggior parte dei nostri mercati principali rimane tesa. A oggi, l’auspicata ripresa non si è ancora concretizzata. Di fatto, soprattutto il mercato dei beni di consumo permane molto instabile, con effetti negativi sulla domanda di imballaggi in vetro.
Con un controllo sistematico dei costi, una politica conservativa in materia di investimenti e personale nonché una gestione proattiva delle capacità produttive viene garantita la stabilità finanziaria del Gruppo industriale. Al contempo si investe in modo mirato in progetti che rafforzano la competitività nel lungo termine e promuovono la strategia 2030+. In questo modo si creano i presupposti per poter reagire rapidamente ai cambiamenti del mercato anche in un contesto di volatilità.
Nel primo semestre del 2025, i ricavi netti ammontano a 412,7 milioni di franchi, con un calo del 7,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Nel primo semestre, il margine EBIT rettificato è sceso al 5,5%. Le ragioni sono riconducibili soprattutto alla volatilità dei prezzi dell’energia e alla limitata domanda dei consumatori finali. Il margine cash-flow si attesta al 12,5% rispetto al 15,2% dello stesso periodo dell’anno scorso. L’utile del Gruppo ha persino registrato un leggero incremento del 4,3% a 9,8 milioni di franchi. Con una quota di capitale proprio del 60,3%, il Gruppo Vetropack si conferma una realtà molto solida.
Sebbene la situazione generale sia ancora instabile, in alcuni mercati iniziamo a scorgere i primi segnali positivi. Anche il secondo semestre del 2025 sarà caratterizzato da incertezza e rischi globali. Il conflitto in Ucraina prosegue e i cambiamenti nella politica economica statunitense potrebbero influire sui mercati globali e, di conseguenza, anche sul Gruppo industriale. Ciononostante, la solida base finanziaria, la forza innovatrice e, non da ultimo, lo spirito di squadra che accomuna tutti i collaboratori delle sedi costituiscono un fondamento solido su cui continueremo a costruire il nostro successo come Gruppo.
Per il secondo semestre si prevede un andamento stabile del fatturato e della redditività. Di conseguenza ci concentriamo, in particolare, sull’ottimizzazione della liquidità per consolidare ulteriormente il bilancio già solido del Gruppo Vetropack. Come indicato a marzo, per il 2025 ci si aspetta che l’utile del Gruppo registri una crescita rispetto all’anno scorso.
Per il CEO Johann Reiter, da molti anni alla guida del Gruppo, questo è anche l’ultimo Rapporto semestrale nella sua funzione prima del pensionamento per raggiunti limiti d’età. Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, la Direzione del Gruppo Vetropack sarà affidata al Dott. Lukas Burkhardt, esperto conoscitore del settore.

