Quanto siamo disposti a spendere per uno smartphone? La domanda è meno provocatoria di quanto possa sembrare. I foldable presentati nelle ultime settimane mostrano quanto si sia spostato verso l’alto il confine del mercato premium: il nuovo iPhone Duo parte da 2.369 euro e, nella configurazione da 2 TB, arriva a 3.869 euro. Il Galaxy Z Fold8 parte da 2.099 euro, mentre per il Fold8 Ultra si parte da 2.299 euro.
Sono cifre che collocano ormai uno smartphone di alta gamma nel territorio di altri beni durevoli. Eppure, proprio mentre aumenta il valore economico di ciò che teniamo in tasca, la categoria continua a occupare un posto privilegiato tra gli interessi dei consumatori. È da questo apparente paradosso che si può partire per capire come stia cambiando il concetto stesso di risparmio.
L’aumento dei prezzi, infatti, non produce una reazione uniforme. Di fronte a un prodotto più caro possiamo rinunciare, rimandare l’acquisto o scegliere un’alternativa meno costosa. Ma possiamo anche continuare a desiderare esattamente quel prodotto e cercare non tanto l’opzione più economica, quanto il momento in cui il suo prezzo diventa compatibile con il nostro budget.
È qui che il concetto di risparmio comincia a cambiare. La distinzione non passa più soltanto tra ciò che costa molto e ciò che costa poco, ma tra gli acquisti ai quali siamo disposti a rinunciare e quelli per cui preferiamo aspettare l’occasione giusta. I dati di Trovaprezzi.it offrono una fotografia interessante di questa dinamica.
Tra gennaio e settembre 2026, Cellulari e Smartphone è la categoria con il maggior numero di alert di prezzo impostati, oltre 11 mila, un dato superiore a quello registrato nello stesso periodo del 2025. A guidare la classifica dei singoli prodotti è l’iPhone 17 256GB, seguito da iPhone 17 Pro 256GB; nelle prime posizioni compaiono anche iPhone 17 Pro Max e diversi modelli Samsung Galaxy di fascia alta.
Non è soltanto l’ennesima dimostrazione della forza dei grandi brand tecnologici. C’è un elemento ulteriore: mentre cresce il monitoraggio della categoria, anche il livello medio dei prezzi risulta più alto. Ad agosto 2026, l’Indice Prezzi di Trovaprezzi.it relativo a Cellulari e Smartphone risulta superiore dell’11,3% rispetto allo stesso mese del 2025. Questa crescita riflette l’aumento dei prezzi dei diversi modelli, dando maggiore peso a quelli che suscitano più interesse tra gli utenti.
Il prezzo diventa così qualcosa da osservare, non soltanto da accettare. Da questo punto di vista, l’alert è un indicatore particolarmente interessante: presuppone una scelta già abbastanza precisa e introduce il tempo nella decisione di acquisto. L’acquisto non viene cancellato: viene rinviato fino al raggiungimento di una soglia di prezzo accettabile.
Il confronto con altre categorie mostra però che non tutti gli acquisti resistono allo stesso modo. Nel 2025, ad esempio, la categoria con il maggior numero di alert era Cucine e Piani Cottura, con oltre 13 mila avvisi impostati. Nel 2026 il dato arretra drasticamente. Nello stesso confronto diminuiscono del 46% gli alert per Lavatrici e Asciugatrici e del 41% quelli per Frigoriferi e Congelatori.
Naturalmente sarebbe improprio attribuire movimenti così diversi a una sola causa. Sui grandi elettrodomestici incidono cicli di sostituzione, stagionalità, caratteristiche del mercato e frequenza di acquisto. Il contrasto, tuttavia, suggerisce una dinamica interessante: una spesa importante ma differibile può essere rinviata; un prodotto per il quale il consumatore mantiene un’intenzione d’acquisto più persistente può invece continuare a essere inseguito anche quando diventa più caro.
La discriminante, quindi, non sembra essere soltanto il prezzo assoluto, ma la disponibilità a rinviare o difendere una determinata spesa. Uno smartphone da oltre mille euro può risultare, paradossalmente, più “intoccabile” di un bene domestico meno urgente. Ed è significativo che proprio la fascia alta della telefonia continui ad ampliare i propri confini di prezzo.
La stessa logica emerge, con intensità diverse, anche in altre categorie. Rispetto al 2025, tra gennaio e settembre 2026 gli alert aumentano del 27,5% sui Notebook e del 37,5% su Condizionatori e Deumidificatori, una categoria fortemente influenzata dalla stagionalità. Cresce il monitoraggio anche nella cura personale, con un aumento del 40,3% per i Prodotti per il Corpo. Segnali diversi, ma accomunati da una maggiore attenzione al prezzo e al momento dell’acquisto.
Ne emerge uno scenario più articolato di quello in cui un consumatore è semplicemente impegnato a spendere meno. Sembra piuttosto affermarsi una forma di risparmio selettivo: alcune spese vengono congelate, altre ridimensionate, altre ancora restano desiderabili ma vengono affrontate con tempi e strumenti differenti.
Il punto, allora, non è soltanto cercare l’offerta migliore. In alcuni casi il risparmio si sposta dalla scelta del prodotto alla scelta del momento d’acquisto: il consumatore non sostituisce ciò che desidera con un’alternativa più economica, ma mantiene ferma la propria preferenza e aspetta che il prezzo raggiunga una soglia ritenuta accettabile. È una forma di risparmio diversa dal semplice downgrading, perché non modifica necessariamente cosa si compra, ma quando lo si compra.
Anche la convenienza cambia così significato. Per molto tempo l’e-commerce ha abituato il consumatore a pensare al risparmio soprattutto come confronto tra negozi: lo stesso prodotto, prezzi diversi, la scelta dell’offerta migliore. Oggi a questa dimensione se ne aggiunge un’altra, temporale: non conta soltanto dove comprare, ma anche quando. Su beni da 1.500, 2.000 o persino 3.000 euro, anche oscillazioni percentuali contenute possono tradursi in differenze rilevanti in valore assoluto. Seguire l’andamento del prezzo e fissare una soglia alla quale acquistare diventano così parte integrante della scelta.
La nuova geografia del risparmio passa quindi non tanto dalla ricerca del prodotto più economico quanto più dalla scelta di ciò per cui vale la pena spendere, aspettare o rinunciare. La domanda non è più soltanto “quanto costa?”, ma “quanto conta per me?”.
(a cura di Dario Rigamonti, CEO di Trovaprezzi.it)

