Home News Green & Sustainability La sostenibilità in evoluzione: come l’EUDR ridefinisce la supply chain europea

La sostenibilità in evoluzione: come l’EUDR ridefinisce la supply chain europea

0

La sostenibilità ha smesso di essere un’opzione, diventando un requisito strategico. La crescente pressione normativa, la consapevolezza dei consumatori e l’urgenza climatica stanno imponendo alle imprese di ripensare radicalmente il modo in cui producono, distribuiscono e tracciano le proprie materie prime. In questo scenario, l’Unione Europea ha compiuto un passo decisivo con l’entrata in vigore dell’EUDR prevista per fine anno, che obbligherà le aziende a garantire l’immissione sul mercato di prodotti non associati alla deforestazione e al degrado forestale. Anche il contesto italiano si prepara a recepire nuove misure in materia di sostenibilità. Tra queste, la Plastic Tax, la cui entrata in vigore è prevista per luglio 2026, rappresenta un ulteriore strumento di politica ambientale che conferma la volontà dei legislatori di incentivare l’uso di materiali riciclati e sostenibili.

L’Europa sta ridefinendo il concetto di responsabilità nella catena del valore. Le imprese non saranno più chiamate solo a gestire i fornitori, ma a garantire la tracciabilità end-to-end, raccogliendo informazioni geografiche e legali sull’origine di ogni materia prima, valutando i rischi di non conformità e adottando misure di mitigazione. Oltre ai rischi operativi, la mancata conformità all’EUDR comporterà anche conseguenze economiche significative. Secondo una stima dalla Commissione europea, i costi annuali di conformità all’EUDR per gli operatori andranno dai 175 milioni di euro ai 2,6 miliardi. Anche le sanzioni previste non sono trascurabili: le autorità potranno imporre multe fino al 4% del fatturato annuo, la confisca dei prodotti e, nei casi più gravi, l’esclusione dalle gare pubbliche. In questo scenario è facilmente prevedibile un impatto profondo: migliaia di operatori, in settori che spaziano dall’agroalimentare al legno, dalla gomma alla carne bovina, dovranno dimostrare l’origine sostenibile dei propri prodotti attraverso dati verificabili e conformi.

Ma dietro questa sfida normativa si cela una grande opportunità: chi saprà integrare la trasparenza e la tracciabilità nel proprio modello operativo rafforzerà la fiducia del mercato e conquisterà un vantaggio competitivo duraturo. L’obiettivo sarà, quindi, andare oltre la conformità richiesta: l’EUDR impone un modello di trasparenza proattiva, in cui la qualità dei dati diventa garanzia di reputazione, affidabilità e fiducia verso clienti e regolatori. Per molte aziende, questo implica superare barriere tecnologiche e operative, integrando strumenti digitali capaci di automatizzare processi complessi di raccolta, verifica e conservazione delle informazioni.

In un mercato in cui, secondo l’Eurobarometro 2024, l’83% degli europei considera l’impatto ambientale un aspetto importante nelle decisioni d’acquisto, la tracciabilità è ormai un fattore di fiducia e differenziazione.
Il rispetto della EUDR, quindi, non rappresenta solo un obbligo legale, ma un investimento in reputazione e competitività. Le imprese che adotteranno sistemi digitali evoluti potranno offrire ai propri clienti una trasparenza reale, rafforzando la relazione con il mercato e proteggendo il valore del brand.

Per rispondere a queste esigenze, l’universo SAP ci offre una piattaforma di tracciabilità digitale che permette di acquisire, verificare e condividere in modo sicuro l’origine e gli attributi di sostenibilità delle materie prime: SAP Green Token. Una soluzione che sfrutta la catena di custodia digitale basandosi su tecnologia blockchain: ogni materia prima riceve un token digitale con informazioni geolocalizzate, certificazioni, impronta di carbonio e dati di produzione. Man mano che il prodotto attraversa gli attori della supply chain i token vengono trasferiti e aggiornati, mantenendo la tracciabilità completa e verificabile. Il sistema consente, inoltre, di generare automaticamente la documentazione richiesta dalla normativa, assicurando una conformità rapida e senza errori manuali. L’integrazione con sistemi ERP e altre piattaforme europee permette di automatizzare il processo di adozione degli standard richiesti, con possibili risparmi anche sui costi operativi e gestionali. Attraverso report, conversione dei materiali e monitoraggio dei flussi interni, le aziende possono, quindi, migliorare la governance della supply chain e identificare inefficienze o rischi in tempo reale.

Un ulteriore supporto alle aziende, in ottica di sostenibilità, è rappresentato da SAP Responsible Design and Production (RDP), la soluzione pensata per aiutare le imprese a gestire in modo efficiente gli adempimenti legati alla Plastic Tax e alla tracciabilità dei materiali plastici. Già utilizzata in Paesi come la Spagna, dove la normativa è in vigore dal 2023, consente alle aziende di monitorare l’uso della plastica e di adeguarsi alle normative ambientali, contribuendo così a promuovere modelli produttivi più responsabili e circolari.

L’EUDR segna una svolta per il sistema produttivo europeo e italiano: una chiamata all’azione verso modelli industriali più sostenibili, digitali e trasparenti. Le imprese che sapranno rispondere a questa sfida non solo si adegueranno alla legge, ma rafforzeranno la propria leadership nel mercato globale, coniugando sostenibilità, innovazione e fiducia. In questo percorso, SAP Green Token rappresenta un valido aiuto per garantire compliance e, al tempo stesso, crescita: uno strumento che consente alle aziende di garantire la tracciabilità end-to-end, generare dati verificabili e trasformare la sostenibilità in un autentico motore di competitività e valore.

(a cura Marco Artioli, Head of SAP Practice, Minsait in Italia)

Exit mobile version