Il packaging diventa un’infrastruttura digitale per il Made in Italy

FuturE-Pack è un progetto di ricerca che mira a indagare e sviluppare l’applicazione di soluzioni digitali avanzate nel packaging, tra cui QR code, tecnologie NFC, blockchain e strumenti di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di trasformarlo in un dispositivo intelligente e in una piattaforma informativa attiva, capace di svolgere un ruolo di mediatore e di “broadcaster” all’interno della complessa filiera del Made in Italy e si colloca all’interno di MICS – Made in Italy Circolare e Sostenibile, Partenariato Esteso finanziato dal MUR con fondi PNRR.

Il progetto è sviluppato da un team di 16 ricercatrici e ricercatori guidato dal dott. Erik Ciravegna dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, in collaborazione con il Politecnico di Torino e l’Università degli Studi di Firenze, che concentra i propri sforzi sull’analisi e sulla sperimentazione di soluzioni digitali avanzate applicate al packaging.

Il progetto affronta in modo sistematico l’integrazione di tecnologie digitali nel packaging con l’obiettivo di trasformarlo in una piattaforma informativa attiva e tracciabile. Questo può essere ottenuto attraverso diverse soluzioni; tra gli esempi analizzati rientrano i QR code dinamici, collegati a contenuti informativi aggiornabili anche dopo la produzione, che consentono di rendere fruibili dati sulla composizione del packaging, sulle istruzioni di utilizzo corretto e sui percorsi di riuso o riciclo. Le tecnologie NFC abilitano invece un’interazione immediata di tipo “touch-based”, utile per l’autenticazione del prodotto e per l’accesso rapido a informazioni contestuali.

L’utilizzo di modelli basati su blockchain permette di strutturare la tracciabilità dei passaggi di filiera, garantendo l’integrità e la verificabilità dei dati relativi a materiali e processi, mentre l’intelligenza artificiale supporta l’organizzazione e l’interpretazione dei dati complessi della filiera, facilitandone la traduzione in informazioni comprensibili per utenti diversi. Nel corso della sperimentazione sono stati approfonditi in particolare i sistemi di identificazione digitale univoca, utilizzati per collegare ogni unità di packaging ai flussi informativi generati nelle diverse fasi del ciclo di vita, e i modelli informativi strutturati ispirati al Digital Product Passport europeo, sviluppati per organizzare in modo coerente e interoperabile dati tecnici, ambientali e di filiera, rendendoli accessibili tramite il packaging stesso.

Nel progetto, queste tecnologie sono esempi significativi all’interno di un panorama più ampio di soluzioni digitali applicabili al packaging, oggetto di una mappatura e sistematizzazione progettuale.

Oltre a una sperimentazione applicativa, FuturE-Pack ha prodotto un sistema strutturato di conoscenza sullo smart packaging, tradotto in una piattaforma interattiva e in un toolkit di progettazione. La piattaforma organizza e rende accessibili dati, modelli informativi e relazioni tra tecnologie, materiali, filiera e ciclo di vita del prodotto, offrendo una visione sistemica del packaging come infrastruttura informativa. Il toolkit, rivolto a designer, aziende e operatori della filiera, supporta invece l’applicazione concreta delle soluzioni di smart packaging, fornendo criteri, strumenti e linee guida per integrare in modo consapevole tecnologie digitali, requisiti di sostenibilità e obiettivi di tracciabilità. Questi output rappresentano uno dei principali risultati del progetto, in quanto rendono trasferibili e scalabili le conoscenze sviluppate, oltre il singolo caso di studio.

FuturE-Pack introduce un nuovo paradigma nel rapporto tra prodotto e consumatore, ripensando il packaging non più come un supporto statico, ma come un canale digitale di servizio in grado di accompagnare il prodotto prima e dopo l’acquisto. Attraverso l’integrazione di soluzioni digitali, il packaging diventa il punto di accesso a informazioni chiare e verificabili su materiali, scelte di sostenibilità, provenienza e processi produttivi, consentendo al consumatore di verificare l’autenticità del prodotto, comprendere la qualità dei materiali e confrontare alternative in modo più trasparente già in fase di scelta.

Dopo l’acquisto, il packaging continua infatti a svolgere un ruolo attivo, permettendo di accedere a contenuti aggiornabili che supportano un uso corretto e responsabile del prodotto e dell’imballaggio, come indicazioni su riuso, restituzione o riciclo del packaging, informazioni utili per la cura o la gestione del prodotto ed eventuali servizi digitali post-vendita collegati all’identificazione del packaging stesso. Questo approccio rende l’esperienza di consumo più completa e informata e rafforza la relazione tra produttore e utente, in linea con le aspettative di qualità, trasparenza e responsabilità associate al Made in Italy.

Queste soluzioni trovano applicazione in diversi ambiti della filiera del Made in Italy, coinvolgendo brand e aziende di moda, fornitori di materiali e convertitori, operatori logistici, retailer e utenti finali. I brand possono rafforzare l’identità di marca e comunicare in modo più chiaro valori e impegni di sostenibilità; i fornitori valorizzare qualità e innovazione dei materiali; gli operatori logistici migliorare la tracciabilità dei flussi e ridurre inefficienze; i retailer accedere a informazioni certificate; gli utenti finali compiere scelte di acquisto più consapevoli grazie a una maggiore trasparenza.

Il progetto ha sviluppato una sperimentazione pilota con tre aziende della filiera del Made in Italy, finalizzata allo sviluppo e alla validazione di un prototipo di packaging riutilizzabile per l’e-commerce di un capo di abbigliamento. La sperimentazione ha coinvolto ZEROBARRACENTO, che ha fornito il capo utilizzato nel test e i dati necessari per definire la tracciabilità digitale del prodotto resa accessibile attraverso il packaging; Astrakode, che si è occupata dello sviluppo e della verifica dei modelli di tracciabilità basati su tecnologie distribuite, in particolare blockchain, integrati nel prototipo e consultabili tramite QR code dinamico; e Movopack, che ha sviluppato la soluzione di packaging riutilizzabile e il sistema di reso, riutilizzo e monitoraggio del ciclo di vita dell’imballaggio.

“FuturE-Pack si inserisce in un contesto di profonda trasformazione del settore del packaging, guidata dalle grandi traiettorie della sostenibilità e del digitale. La crescente attenzione alla circolarità dell’economia, l’evoluzione delle normative sui rifiuti da imballaggio e le aspettative dei consumatori in tema di sostenibilità stanno spingendo le aziende a ripensare prodotti e processi per ridurre l’impatto ambientale. Allo stesso tempo, l’innovazione tecnologica e la diffusione dei dispositivi digitali e dei social media, che nel gennaio 2023 contavano 5,16 miliardi di utenti Internet e 4,76 miliardi di utenti attivi sui social, insieme all’accelerazione dello shopping online avvenuta durante il periodo Covid, stanno aprendo nuove opportunità per i brand del Made in Italy, rendendo il packaging un punto di contatto sempre più strategico lungo la filiera.” – afferma Erik Ciravegna, ricercatore dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.

In questo scenario, FuturE-Pack mira a contribuire allo sviluppo di una filiera digitale interoperabile, basata su flussi informativi continui e su un linguaggio comune tra gli attori coinvolti. La rilevanza del packaging come infrastruttura informativa è destinata a crescere ulteriormente con l’introduzione nel 2026 del Digital Product Passport dell’Unione Europea, che rafforzerà tracciabilità e trasparenza lungo l’intera catena del valore. Le soluzioni digitali analizzate da FuturE-Pack, insieme alla piattaforma interattiva e al toolkit progettuale sviluppati dal progetto, pongono le basi per una gestione sempre più strutturata dei dati di prodotto, anche in integrazione con approcci di valutazione del ciclo di vita, favorendo modelli produttivi più circolari, efficienti e sostenibili.

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