Firma digitale: emesse 20 milioni di firme al giorno

In Italia sono attivi ad oggi quasi 33 milioni di certificati di firma digitale fra cittadini e soggetti giuridici di vario genere che hanno generato nel 2025 circa 7,35 miliardi di marche temporali che certificano data e ora del documento digitale firmato. Tinexta Infocert lancia una nuova suite di firma digitale valida a livello globale, progettata per operare in un contesto sempre più integrato. Nel nostro Paese più di 6 italiani su 10 hanno acquistato una firma digitale. Nel 2024 i certificati di firme emessi sono stati circa 7,2 miliardi, una dato in continua crescita che ha registrato un’impennata dal 2020 al 2022. Nel 2025 ogni giorno sono stati emessi 20,1 milioni di marche temporali, quasi 840mila l’ora, circa 14mila al minuto, 233 ogni secondo.

“Con Infocert Sign – spiega Danilo Cattaneo, CEO di Tinexta Infocert – rafforziamo il nostro impegno nello sviluppo di soluzioni di digital trust capaci di rispondere alle sfide di un mercato globale. Offrire una piattaformamodulare e internazionale significa per noi abbattere le barriere burocratiche tra i Paesi, supportando concretamente imprese e istituzioni nella gestione di processi digitali sicuri e senza confini. Per gli utenti, poi, la transizione è trasparente: stesse credenziali, stessa modalità di accesso e nessuna interruzione operativa. Non è più sufficiente – prosegue Cattaneo – firmare correttamente, ma è necessario farlo in un ambiente sicuro, interoperabile e resiliente. In questo contesto Infocert Sign risponde all’evoluzione normativa europea in corso”.

L’Europa è oggi l’unico mercato al mondo in cui una firma digitale apposta in un Paese ha automaticamente valore legale in tutti gli altri Stati Membri, e questo rappresenta uno degli esempi più concreti di integrazione digitale europea. La firma digitale si colloca al centro di una rivoluzione normativa, tecnologica e culturale iniziata dieci anni fa con l’entrata in vigore del Regolamento eIDAS, di recente evoluto in eIDAS 2. Entrato in vigore il 20 maggio 2024, eIDAS 2 parte infatti dal successo della firma per ridisegnare il quadro europeo dell’identità digitale con ambizioni precise: uniformare gli standard tra i ventisette Stati membri, rafforzare il controllo sui dati trasmessie introdurre il portafoglio europeo di identità digitale entro dicembre 2026.

All’interno di questo quadro uniforme emergono però differenze rilevanti tra i modelli nazionali. L’Italia, in particolare, si distingue per un approccio tra i più avanzati e rigorosi: la firma digitale utilizzata nel Paese coincide spesso con la forma “qualificata”, quella con il massimo livello di sicurezza e con valore legale equivalente alla firma autografa. Questo modello ha garantito elevati standard di affidabilità nei rapporti con la pubblica amministrazione, ponendo l’Italia all’avanguardia in Europa e nel mondo. In altri contesti europeicome nel Nord Europa, le soluzioni di firma elettronica avanzata si sono diffuse maggiormente. La diffusione dell’EUDI Wallet, invece, si candida a evolvere queste situazioni facendo diventare la firma qualificata come default, massimo livello di fiducia digitale nelle transazioni elettroniche, anche transfrontaliere.

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